
Dal 18 marzo, fino a giovedì 20 marzo 2025, sciopero dei giudici tributari i magistrati tributari aderenti all’Associazione Magistrati Tributari (AMT) hanno proclamato uno sciopero nazionale.
La protesta mira a evidenziare le criticità legate alla riforma della giustizia tributaria e sollecitare interventi urgenti.
giudici tributari
Durante l’astensione saranno garantite esclusivamente le udienze per le istanze cautelari, mentre tutte le altre verranno sospese.
Motivazioni dello sciopero
Lo sciopero è motivato da tre questioni fondamentali:
- Adeguamento del trattamento economico: I magistrati tributari ritengono che la loro retribuzione non sia adeguata rispetto alla complessità delle controversie fiscali gestite. L’AMT chiede un riallineamento salariale con quello dei magistrati ordinari.
- Transito nel nuovo ruolo a tempo pieno: La recente riforma ha introdotto la figura del magistrato tributario a tempo pieno, ma senza un meccanismo chiaro per il transito dei giudici attuali. L’AMT chiede garanzie per il passaggio, sulla base della professionalità acquisita.
- Revisione della geografia giudiziaria: La riforma prevede la chiusura di alcune sedi territoriali, con possibili ripercussioni negative per i contribuenti. L’AMT richiede un riequilibrio delle sedi basato su criteri di efficienza piuttosto che su mere logiche di risparmio.
Le richieste dell’AMT
Per affrontare queste problematiche, l’AMT ha chiesto un incontro con il Vice Ministro dell’Economia, avanzando tre proposte chiave:
- Apertura immediata della procedura di transito per i magistrati già in servizio, con valutazione della professionalità acquisita.
- Mantenimento di una distribuzione territoriale adeguata delle sedi giudiziarie, per garantire l’accesso alla giustizia tributaria.
- Revisione del trattamento economico, affinché sia proporzionato alle responsabilità dei magistrati.
Lo sciopero rappresenta un segnale forte da parte dei magistrati tributari per ottenere maggiore attenzione sulle problematiche della giustizia tributaria.